Home AttualitàDa Battipaglia a Vienna, sulle rotte del futuro: Jacopo Miceli al G20 dei giovani imprenditori

Da Battipaglia a Vienna, sulle rotte del futuro: Jacopo Miceli al G20 dei giovani imprenditori

Il founder e CEO di JM Formazione e Consulenza ha rappresentato il territorio al G20 Young Entrepreneurs’ Alliance Summit 2026, insieme a oltre 600 giovani imprenditori arrivati da tutto il mondo

by Silvia Ventre

Vienna, nei giorni scorsi è diventata per tre giorni punto d’incontro di idee, visioni e storie imprenditoriali provenienti da ogni angolo del mondo. Dal 16 al 18 settembre, la capitale austriaca ha ospitato il G20 Young Entrepreneurs’ Alliance Summit 2026, riunendo oltre 600 giovani imprenditori insieme a rappresentanti delle istituzioni, investitori e protagonisti del mondo economico internazionale. Tra loro c’è stato anche Jacopo Miceli, founder e CEO di JM Formazione e Consulenza, che ha portato il nome di Battipaglia e della Piana del Sele dentro un confronto internazionale dedicato al futuro dell’impresa.

La sua partecipazione si è inserita nel percorso dei Giovani Imprenditori di Confindustria, che hanno rappresentato l’Italia all’interno del G20 Young Entrepreneurs’ Alliance, il network internazionale che dal 2009 riunisce le organizzazioni dei giovani imprenditori dei Paesi del G20 e porta le loro istanze nel dibattito economico globale. Il tema scelto per questa edizione, “Re/Code Europe: The G20 Entrepreneur’s Mandate”, ha aperto una riflessione sul futuro dell’imprenditoria europea e sulla capacità delle imprese di attraversare un tempo segnato da trasformazioni profonde. Innovazione tecnologica, competitività, commercio internazionale, sostenibilità, nuovi modelli d’impresa e collaborazione tra ecosistemi sono stati al centro di panel, incontri e sessioni B2B. Ma oltre ai numeri e alle strategie, il Summit ha raccontato soprattutto la forza delle connessioni. Quelle che nascono quando esperienze lontane si incontrano e scoprono di parlare, in fondo, della stessa cosa: della necessità di crescere, cambiare, immaginare.

«Essere qui ha significato avere la possibilità di confrontarsi con imprenditori che operano in contesti, mercati e settori molto diversi dal nostro, ma che spesso stanno affrontando le stesse sfide: innovazione, crescita, competenze e capacità di guidare il cambiamento», ha raccontato Jacopo Miceli. E in quel dialogo internazionale ha trovato spazio anche una terra precisa, con le sue imprese e le sue energie. «È stata anche un’occasione per portare in un contesto internazionale l’esperienza di un territorio come il nostro, fatto di imprese, persone e realtà che hanno tutte le potenzialità per confrontarsi con mercati sempre più ampi».

Un viaggio, dunque, che ha avuto inizio a Battipaglia e che è arrivato fino a Vienna, senza perdere lungo la strada il legame con il territorio. Perché internazionalizzarsi non significa necessariamente allontanarsi dalle proprie radici. A volte significa proprio questo: portarle con sé, mostrarle al mondo e scoprire fin dove possono arrivare.

Miceli ha inoltre rivolto un ringraziamento a Confindustria Salerno, al Gruppo Giovani Imprenditori e al presidente Vincenzo Iennaco, per il lavoro svolto nel creare occasioni di confronto, crescita e apertura internazionale per i giovani imprenditori del territorio.

Il Summit si è concluso il 18 settembre con la firma del Vienna Communiqué 2026, documento che ha raccolto le indicazioni e le priorità emerse dal confronto tra i giovani imprenditori e che è stato rivolto ai leader del G20.

Vienna ha così chiuso le sue porte dopo tre giorni di incontri. Ma alcune strade, quando si aprono, non si richiudono davvero: restano nelle idee, nelle relazioni nate lungo il cammino e nella possibilità di guardare un po’ più lontano, anche partendo da casa.