Per anni il turismo nel Salernitano ha vissuto di rendita. La Costiera Amalfitana ha continuato ad attirare milioni di persone grazie alla sua immagine internazionale e il Cilento ha così cavalcato l’onda e la crescita di un turismo lento. Salerno città ha consolidato il proprio ruolo grazie agli eventi e ai collegamenti. Nel frattempo però il settore turistico globale è cambiato radicalmente: oggi il turista decide dove andare attraverso algoritmi, prenota con piattaforme automatizzate e cerca esperienze personalizzate. Legge recensioni filtrate da sistemi di intelligenza artificiale e soprattutto confronta ogni struttura locale con standard internazionali.
In questo scenario molte attività del territorio stanno entrando nell’era dell’intelligenza artificiale senza neppure rendersene conto. Gli hotel utilizzano software che modificano automaticamente i prezzi in base alla domanda, i B&B adottano chatbot per rispondere ai clienti stranieri a qualsiasi ora del giorno, i ristoranti traducono menù e contenuti digitali in tempo reale. Le campagne pubblicitarie online vengono ormai gestite da sistemi automatici che profilano il turista in base a età, provenienza e capacità di spesa.
Il problema è che nel Salernitano esiste ancora un enorme divario tra chi utilizza queste tecnologie e chi continua a lavorare come dieci anni fa. Basta confrontare alcune strutture ricettive della Costiera con molte attività dell’entroterra per capire la differenza. Da una parte esistono realtà che analizzano i dati delle prenotazioni e intercettano turisti americani o asiatici mesi prima della stagione estiva, dall’altra ci sono ancora operatori che affidano l’intera comunicazione a una pagina Facebook aggiornata saltuariamente. L’intelligenza artificiale nel turismo non significa robot nelle hall degli alberghi, significa gestione dei dati, riduzione degli sprechi e capacità di prevedere i flussi. Un hotel che riesce a capire con anticipo quando aumenteranno le prenotazioni può organizzare meglio il personale, così come un ristorante che monitora le recensioni online può individuare problemi reali prima che diventino danni economici. Una struttura che traduce automaticamente il proprio sito in più lingue aumenta immediatamente il proprio mercato.
Il punto centrale riguarda però la competizione. Oggi il turista straniero non confronta più Amalfi con Positano. Confronta Amalfi con Dubrovnik, Mykonos. Ibiza e qualsiasi destinazione visibile online. Questo significa che il turismo locale non può più vivere esclusivamente sulla bellezza naturale del territorio.
Molte piccole attività del Salernitano stanno già pagando il prezzo di questa trasformazione. Ci sono B&B che dipendono completamente dalle piattaforme di prenotazione online e subiscono commissioni sempre più alt, ci sono ristoratori che ignorano l’importanza delle recensioni digitali e perdono clienti senza comprenderne il motivo e ci sono strutture che investono migliaia di euro nell’arredamento ma nulla nella presenza digitale. L’AI sta anche modificando il concetto stesso di esperienza turistica. I viaggiatori cercano itinerari personalizzati e vogliono consigli basati sui propri interessi. Vogliono evitare percorsi standardizzati. Le piattaforme che utilizzano intelligenza artificiale sono già in grado di costruire viaggi su misura in pochi secondi. Questo rappresenta un’opportunità enorme per territori complessi come il Cilento che spesso faticano a comunicare la propria offerta in modo semplice.
Esiste poi il tema dell’overtourism. Alcune aree della Costiera Amalfitana sono ormai congestionate durante gran parte dell’anno. L’intelligenza artificiale può aiutare nella gestione dei flussi turistici distribuendo visitatori e prenotazioni in maniera più sostenibile. Ma serve una strategia coordinata che oggi non esiste. La realtà è che il turismo salernitano si trova davanti a una scelta precisa. Continuare a vivere di notorietà accumulata oppure entrare realmente nel mercato globale del turismo digitale. Chi pensa che bastino il panorama e la cucina locale rischia di non capire cosa sta accadendo. Nel turismo contemporaneo la differenza non la fa soltanto il territorio. La fa la capacità di raccontarlo e venderlo attraverso strumenti che ormai sono dominati dagli algoritmi.

