Home territorioDall’overtourism all’undertourism: a Paestum il futuro del viaggio passa per l’Open

Dall’overtourism all’undertourism: a Paestum il futuro del viaggio passa per l’Open

by Silvia Ventre

Dal 10 al 12 aprile, negli spazi dell’ex Tabacchificio NEXT di Capaccio Paestum, torna Open Outdoor Experiences, il Salone dedicato al turismo all’aria aperta organizzato da da I.Com Experiences e Il Duomo Travel. Una fiera che anche un invito a respirare e riscoprire territori autentici che troppo spesso restano ai margini delle rotte più battute.

La conferenza stampa di presentazione, tenutasi nei giorni scorsi a Palazzo Sant’Agostino, ha acceso i riflettori su una quarta edizione che promette di essere ancora più ricca e partecipata. Il claim scelto, “Scopri, Vivi, Ispira”, racconta bene lo spirito dell’iniziativa: trasformare il viaggio in esperienza, il turista in esploratore, il territorio in racconto vivo. Dopo il successo del 2025, con oltre 14.000 visitatori, Open si conferma come uno degli appuntamenti più rilevanti per il turismo sostenibile in Campania. Un punto di incontro dove istituzioni, operatori e comunità locali si ritrovano per immaginare insieme un nuovo modo di viaggiare, più lento, più consapevole, più umano.

«Vogliamo offrire un’esperienza concreta, da vivere con tutti i sensi», ha spiegato il direttore Angelo Coda. «Il turismo outdoor può diventare la chiave per valorizzare le aree interne e diversificare davvero l’offerta».

Un’idea condivisa anche dalla Regione Campania, che fin dalla prima edizione sostiene il progetto. L’assessore al Turismo Enzo Maraio ha sottolineato il valore strategico dell’evento: «È un’occasione per fare squadra e promuovere modelli di sviluppo innovativi. Il turismo esperienziale e all’aria aperta è oggi una leva fondamentale per attrarre visitatori e destagionalizzare i flussi». Sulla stessa linea anche la Provincia di Salerno, che vede in Open una vetrina preziosa per raccontare il patrimonio culturale e paesaggistico del territorio. «La strada è quella del turismo sostenibile», ha dichiarato il consigliere Davide Zecca, «capace di offrire esperienze autentiche e memorabili». Capaccio Paestum, che ospita l’evento sin dalla prima edizione, rinnova il suo legame con il Salone. «È un’opportunità importante per il nostro territorio», ha evidenziato l’assessore al Turismo Rosario D’Acunto, annunciando anche la presentazione del piano di destinazione turistica del Comune nella giornata inaugurale.

Il leitmotiv di Open è chiaro: contrastare l’overtourism e abbracciare una nuova visione, quella dell’undertourism, che porta i viaggiatori verso luoghi meno affollati ma ricchi di identità. Cammini, cicloturismo, borghi, enogastronomia, benessere e natura diventano così i protagonisti di un racconto diverso, più intimo e autentico.

Tra i momenti più attesi torna il B2B “Meet & Match”, che metterà in contatto operatori italiani con buyer nazionali e internazionali, creando nuove opportunità di sviluppo e collaborazione. Uno spazio dove le idee si trasformano in progetti e i territori in destinazioni da scoprire. Non mancheranno le esperienze sul campo: equitazione, arrampicata, tiro con l’arco, escursioni in bici e visite guidate al Parco Archeologico di Paestum. Attività che permettono di vivere il territorio, non solo di attraversarlo.

Fondamentale anche il contributo delle istituzioni e delle realtà coinvolte: dalla CNA Salerno, con laboratori ed esperienze artigiane, alla Camera di Commercio, impegnata nella creazione di un network di operatori per promuovere un’offerta integrata e competitiva. Uno sguardo già proiettato al futuro, anche in vista del potenziamento dell’Aeroporto di Salerno. Presente anche l’Università degli Studi di Salerno, che continua a investire nella formazione di nuove figure professionali nel turismo, rafforzando il dialogo tra ricerca, territorio e imprese. Oltre 150 espositori animeranno il Salone, insieme a parchi nazionali, associazioni di settore e ospiti internazionali, come l’Ufficio Turismo della Normandia e un tour operator del Cammino di Santiago. Due esempi concreti di come il turismo lento possa diventare motore di sviluppo e racconto.