Home Socrate al caffèGiustizia per Mario Paciolla: appello dei genitori alla ricerca della verità

Giustizia per Mario Paciolla: appello dei genitori alla ricerca della verità

A Socrate al Caffè, Giuseppe Paciolla e Anna Motta raccontano la storia del loro figlio parlando della battaglia che stanno portando avanti da due anni e mezzo alla ricerca della verità, per poter dare giustizia a Mario Paciolla

Socrate al caffè - Giusitizia per Mario Paciolla

Il 15 luglio 2020 fu ritrovato a San Vicente del Caguan, in Colombia, il corpo senza vita di Mario Paciolla, Osservatore ONU dell’accordo di Pace tra il Governo Colombiano e le Farc (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane).

A due anni e mezzo dalla morte, la procura di Roma ha chiesto l’archiviazione del caso come suicidio. A Socrate al Caffè, Giuseppe Paciolla e Anna Motta – che non hanno mai creduto alla teoria del suicidio – raccontano la storia del loro figlio, ponendo l’accento sulla battaglia che stanno portando avanti alla ricerca della verità. Il loro obiettivo è ottenere finalmente giustizia per l’attivista e giornalista che aveva soli 33 anni e che si batteva per ideali di libertà e di pace, lontano dalla propria “Terra Natale”, e che è morto in circostanze ancora misteriose.

“Noi non crediamo alla tesi del suicidio” – Inizia così la testimonianza di Giuseppe Paciolla e Anna Motta – “Prima di tutto perché Mario, nella notte tra il 14 e il 15, ci ha comunicato di aver fatto il biglietto di ritorno per Napoli e questa comunicazione di certo collide con una decisione così estrema come il suicidio. I dubbi però nascono da tutto ciò è successo successivamente e che si svolge nei giorni successivi alla sua morte. I primi segnali che ci fosse qualcosa di strano li abbiamo avuti già dalla prima comunicazione che ci venne fatta, dopo che il corpo di Mario era stato ritrovato. Senza referto autoptico classificarono subito la morte come suicidio, dopo solo un’ora dal ritrovamento. Questa analisi, svolta così di fretta, ci aveva messo in una situazione di incredulità. Nella comunicazione in cui ci avvertivano della morte di Mario, ci chiesero inoltre se volevamo le restituzione del corpo. Ed è qui che abbiamo compreso che c’era qualcosa che non andava. Inoltre resta il dubbio del perché l’ambasciata italiana non venne tempestivamente avvertita che un italiano era morto lì in Colombia. Poi ancora, ci sono tutti i depistaggi iniziati con le pulizie dell’appartamento, così come riferiscono i giornali del luogo e il Report di Valerio Cataldi”.  

Ad oggi, grazie alla testimonianza di Giuseppe Paciolla e Anna Motta, si sa che Mario era molto preoccupato nei giorni precedenti la sua partenza (che ricordiamo sarebbe avvenuta di lì a poco tempo). L’attivista aveva infatti avvertito i genitori di una discussione che avvenne tra lui e l’ONU, Organizzazione per la quale lavorava dal 2018 come Osservatore per gli accordi di Pace. La sua collaborazione sarebbe però terminata proprio nel 2020, precisamente ad agosto, ovvero poco tempo dopo la sua morte. Cosa è accaduto in quei cinque giorni che separano le preoccupazioni di Mario dalla sua morte?

“Come genitori siamo alla ricerca di verità e per farlo abbiamo realizzato una piattaforma dal nome “MarioVeritas.org”, attraverso la quale, in modo anonimo, è possibile scrivere qualunque cosa si sappia sulla morte e sulla vicenda di Mario.  Tutte le informazioni e le notizie, insieme alla petizione da firmare, si possono trovare anche sulla pagina “Giustizia per Mario Paciolla“, curata da nostra figlia Raffaella e legata appunto alla piattaforma da noi creata. Manteniamo sempre alta l’attenzione! Abbiamo bisogno della società civile, dei giornalisti e di tutti coloro che possono darci una mano a scoprire la verità”. 

Nel corso dell’intervista ai microfoni di RCS75, tuonano forti le parole di Anna Motta e Giuseppe Paciolla. Molti dettagli della storia sono incongruenti tra loro e ci sono ancora moltissime risposte che i genitori di Mario stanno con forza cercando, per poter finalmente dare giustizia al loro figlio.

Guarda e ascolta l’intervista completa a cura di Giovanna di Giorgio.