Home AttualitàIl Festival Internazionale del Cinema di Salerno raccontato ai microfoni di rcs75

Il Festival Internazionale del Cinema di Salerno raccontato ai microfoni di rcs75

Gaetano Amatruda, responsabile delle comunicazioni esterne e marketing del Festival, racconta la storia e gli obiettivi di uno dei festival più longevi del paese

by Amalia Attianese

Dal 22 al 27 novembre 2021 si svolgerà nella cittadina salernitana il Festival Internazionale del Cinema di Salerno giunto alla sua 75esima edizione. Fondato nel 1946 dal CINECLUB SALERNO si tratta di uno dei festival più longevi del paese, sorto nello stesso anno di nascita della Repubblica Italiana con lo scopo di raccontare l’uscita dalla guerra con tutto il suo carico di speranza e voglia di ricostruire mura e coscienze.

A raccontarci della storia e dell’organizzazione dell’evento ai microfoni di rcs75, all’interno del format radiofonico Il Gran Mattino, è Gaetano Amatruda responsabile delle comunicazioni esterne e marketing del Festival.

Oggi, come nel ‘46, il ritorno in presenza rappresenta la voglia di ricominciare

È una tappa fondamentale di cui deve essere orgogliosa la città di Salerno! La prima edizione si tenne quando è nata la repubblica nel 1946 e si tenne per raccontare l’uscita dell’Italia dalla guerra. Gli ideatori dell’epoca desideravano raccontare la speranza e lo facevano in maniera itinerante, con un camioncino che viaggiava in tutti i centri della provincia di Salerno. Si arrivava in piazza, si calava lo schermo e si proiettavano dei film. Noi ci abbiamo visto delle similitudini con il ritorno in presenza della 75esima edizione, come nel 46 la voglia di ripartenza, di ripresa.”

Continua, con grande entusiasmo, Gaetano a spiegare la portata internazionale del Festival con 380 film partecipanti, provenienti da 50 paesi nel mondo.

Il festival è un ponte con la diversità umana, in cui sono rappresentati tutti i continenti. È un’occasione per Salerno incredibile. Quel ponte creato, ad esempio tra la storia di boxe di un film iraniano partecipante al festival e la premiazione, in seno alla kermesse, di Dario Saccio, uno straordinario atleta Salernitano , un pugile di caratura internazionale.”

Come si svolge il Festival

Dal 22 al 26 Novembre, tutte le mattine nella Sala Pasolini di Salerno, avranno luogo le proiezioni dedicate alle scolaresche e nel pomeriggio le proiezioni per la cittadinanza. È necessario per partecipare prenotarsi online nel rispetto delle normative anti-covid. Lo stesso si svolgerà anche su piattaforma VOD dedicata, questo anche per dare maggiore diffusione alla visione dei film partecipanti alla Manifestazione.

Sabato 27 si svolgerà la serata finale con le premiazioni alla stazione marittima di Salerno a partire dalle ore 20:00.

All’interno del Festival si sono create 3 occasioni d’incontro e riflessione su temi importanti

Il 25 novembre, un convegno al tribunale di Salerno per raccontare della violenza contro le donne. Nello stesso giorno con il Convitto Nazionale per raccontare le nuove tecnologie, le innovazioni i rischi con degli esperti del settore.”

Ci spiega Gaetano, soffermandosi poi sull’evento del 24 novembre Il cinema e i buoni esempi: le storie da raccontare.

Una storia positiva di questo paese, uno stato che reagisce che c’è, avremo come ospite il Capitano Ultimo. L’uomo che ha arrestato Totò Riina. Sandro Pertini, il presidente più amato della repubblica italiana, quando si rivolgeva ai ragazzi durante i discorsi di fine anno, diceva che i ragazzi non hanno bisogno di sermoni e di prediche ma di buoni esempi. È con questo spirito che abbiamo inteso ospitare il Capitano Ultimo perché è un esempio dello stato che ha vinto ed è anche  impegnatissimo nel sociale. In maniera concreta tutti i giorni aiuta le persone in strada ed assiste i ragazzi. Faremo una proposta da Salerno con l’attuale presidente della commissione anti-camorra della regione Campania, Gianpiero Zinzi, ed il vecchio presidente Carmine Mocerino, ai grandi gruppi: raccontare le storie positive perché è possibile che queste storie lo stato le finanzi.  Si tratta di un atto concreto che parte da Salerno e dal Festival.”

Gli obiettivi dopo il festival

Un festival che, attraverso l’arte del Cinema, diventa promotore di cultura, di formazione e informazione su tematiche di attualità partendo dal territorio ed arrivando nel mondo. Un evento che vuole piantare un seme da far germogliare e crescere anche dopo la chiusura del sipario.

L’obiettivo, finita l’edizione è di far continuare il festival, perché se ne racconti, perché Salerno si riappropri di questo festival che è un patrimonio culturale per tutta la provincia. È con la cultura che si riparte. Il festival ha raccontato tutti momenti storici cruciali del nostro paese, l’alluvione, il terremoto dell’80, racconta la nascita della protezione civile proprio nell’ 80, ha raccontato la storia del nostro paese e della nostra terra.”