Home CronacaIl presidente di Civitas Europa, Alessandro Verdoliva, ci spiega alcuni aspetti del conflitto Ucraina-Russia

Il presidente di Civitas Europa, Alessandro Verdoliva, ci spiega alcuni aspetti del conflitto Ucraina-Russia

Durante il format radiofonico “Il Gran Mattino” in onda su rcs7, si è cercato di portare chiarezza su alcuni aspetti basilari di un conflitto di cui sentiremo parlare ancora per molto, chiudendo con un pronostico geopolitico.

by Amalia Attianese

A circa un mese dallo scoppio della crisi Russo-Ucraina, appare ormai chiaro che quella che avrebbe dovuto essere una guerra lampo si sia trasformata in un lungo ed internazionalmente pericoloso stato di belligeranza.

Insieme ad Alessandro Verdoliva, presidente e co-fondatore del centro studi di ricerca europei Civitas Europa, Martedì 22 Marzo, durante il format radiofonico “Il Gran Mattino” in onda su rcs7, si è cercato di portare chiarezza su alcuni aspetti basilari di un conflitto di cui sentiremo parlare ancora per molto, chiudendo con un pronostico geopolitico.

L’intervista

– Cos’è la Nato e perché “non può” intervenire

Si tratta di un’alleanza militare formata negli anni 50 per supportare determinate riforme economiche e garantire l’influenza economica degli alleati , sopratutto USA. Qualcuno ritiene appunto sia un’arma degli Stati Uniti per esercitare la sua influenza, in realtà i paesi sono liberi di aderirvi o meno. Infatti, alla fine della guerra fredda, molti paesi che gravitavano intorno alla Russia sono scappati dal comunismo e si sono rifugiati nella Nato per salvarsi, in qualche modo, da un ritorno nell’orbita russa.

Nell’alleanza abbiamo degli schieramenti nucleari: la Francia, il Regno Unito, gli Stati Uniti. Essendo che la Nato è un’alleanza difensiva, nel momento i cui si dovesse applicare la no-fly zone o anche un solo aereo dei membri della nato venisse abbattuto dalla Russia, scatterebbe immediatamente l’articolo 5 della Nato, secondo cui tutti in caso di un’aggressione devono difendersi e reagire in modo unito e compatto, causando un conflitto molto più grande.

– In uno scenario futuro idilliaco in cui finisce presto la guerra, quale potrebbe essere lo Scenario geopolitico che si presenterà?

Va detto innanzitutto che la pace ha un costo. La guerra nasce da un contesto già mal funzionante ed è uno degli strumenti, non il più bello, per risolvere questo qualcosa e non dipende solo dalla volontà di un leader. Il voler imporre la pace subito, senza riflettere sulle conseguenze, potrebbe essere pericoloso perché poi l’assetto che si viene a formare dopo non è detto che tenga. Non bisogna fare la pace senza sistemare il dopo. La storia lo insegna, bisogna capire che tipo di pace si stia formando, chi sono gli attori soddisfatti altrimenti si semina solo un odio futuro. In Ucraina il conflitto è nato 8 anni fa, si è fossilizzato ma non è finito e dato che non si era concluso è scoppiato di nuovo. Ogni volta che il conflitto riscoppia i due attori hanno una capacità bellica molto maggiore quindi si fanno molto più male.

Cosa potrebbe avvenire

Alcuni membri dell’Unione Europea, come  Italia, Francia e Germania ne usciranno con un ricollocamento leggermente più alto. La Cina ne approfitterà perché sta acquistando le risorse a ribasso dalla Russia. Quando una superpotenza rimane isolata c’è il rischio che qualcun altro la compri. L’Ucraina nella migliore delle ipotesi rimarrà senza la Crimea e senza il Dombass, nella peggiore delle ipotesi potrebbe restare solo tutta la parte occidentale fino a kiev.