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LE ERE DI SANREMO: DAGLI ANNI 2000 AD OGGI

A concludere la storia del Festival di Sanremo mancano solo gli anni 2000: tra cadute e risalite il Festival resiste.

by Anastasia Ulino

Siamo quasi giunti alla conclusione della storia del Festival di Sanremo. Siamo partiti dagli albori fino a giungere a oggi, in attesa della nuova edizione della kermesse italiana che partirà domani. la scorsa volta ci eravamo lasciati parlando degli anni ’90, in questo articolo si parlerà di tutti gli anni 2000.

Il Festival del nuovo millennio

Nei primi anni 2000, Sanremo è in un continuo calo di ascolti, è in difficoltà e appare distante da una storiografia contemporanea complessa, di ricerca e di transizione. La kermesse appare sempre più tradizionale, legata a canzoni melodiche classiche e a conduttori “istituzionali” mentre i giovani cercano un linguaggio musicale nuovo e alla moda. Infatti, essi si allontanano sempre di più dal programma perché molto più appassionati ai talent show, mediante i quali la relazione tra la televisione e la musica cambia. Questi nuovi format infatti, riescono a catturare l’attenzione degli under 25, proponendo storie e percorsi artistici più vicini alle nuove generazioni. 

La kermesse subisce forti attacchi dalla critica, alcune annate vengono subito rimosse e le canzoni non riescono a entrare nell’immaginario collettivo. I vari tentativi di modernizzazione risultano spesso troppo poco incisivi, anche se sono gli anni di nuove categorie e scelte artistiche più particolari. 

Tentativi di rinnovamento e il confronto con i talent

Negli anni 2000 si prova a cambiare pelle mediante la modifica di categorie, reality paralleli e meccanismi di voto riformati. Ad esempio vi è l’introduzione di meccanismi di voto misti e la divisione tra Big e Giovani, con l’obiettivo di dare più spazio ai ragazzi. Spesso però questo ha creato un effetto frammentato più che quello desiderato. Inoltre, ci sono state anche alcune collaborazioni e ospiti internazionali che non sempre incontrano il favore del pubblico tradizionale, generando polemiche più che entusiasmo. In pratica, il Festival sembra inseguire i gusti contemporanei senza riuscire a guidarli: il risultato è spesso una sensazione di incertezza, con edizioni “dimenticabili”.

Ma il pubblico giovane resta altrove, catturato da Amici di Maria De Filippi e X Factor Italia. Sanremo sembra inseguire, mai guidare e molte edizioni diventano “di passaggio”, senza canzoni realmente capaci di dominare classifiche e conversazioni. Le canzoni più “giovani” spesso vengono penalizzate o ignorate, e molte edizioni del decennio passano senza lasciare traccia indelebile nella memoria collettiva. Anche gli ascolti televisivi, pur restando importanti, iniziano a segnare flessioni: le prime edizioni del nuovo millennio non replicano i picchi storici degli anni ’80 e ’90.

Da Baudo a Bonolis

In questi anni la conduzione passa a fasi alterne dall’istituzionalità data da Pippo Baudo ad annate in cui la conduzione è affidata a Paolo Bonolis, il quale punta su un mix di comicità e spettacolo. Egli prova con un Festival più giovanile, inserendo nelle serate comici e ospiti internazionali e i ragazzi riescono a trovare un loro spazio ma il pubblico storico resta tiepido. Inoltre, nella conduzione di Bonolis del 2009 vince il Festival Marco Carta, cantante di Amici. Questo segna un punto evidente: Sanremo inizia a inglobare la nuova generazione di artisti nati dai talent. Negli anni a seguire infatti vincono Valerio Scanu ed Emma da Amici e poi Marco Mengoni da X Factor. 

Pippo Baudo, Roberto Benigni (Sanremo 2002)

Paolo Bonolis, Luca Laurentis (Sanremo 2005)

 

Gli albori dei social nel Festival

Gli anni 2000 segnano la fase più fragile di Sanremo ma dal 2010 in poi, riesce a ritrovare la luce anche mediante l’uso dei social network e dello streaming che rendono il tutto molto più interattivo. Con Spotify, Youtube e altre piattaforme la musica si vive anche online e il Festival diventa un fenomeno culturale diffuso che va al di là della televisione. 

L’esclusione di Morgan e il lancio degli spartiti per Malika

Uno dei momenti più clamorosi della storia recente del Festival avviene con l’esclusione di Morgan nell’edizione del 2010 quando, pochi giorni prima dell’inizio della gara, ha rilasciato alla stampa delle dichiarazioni controverse. Tutto ciò ha fatto sì che questo diventasse un caso mediatico nazionale, momento in cui Sanremo diventa luogo di scontro culturale, non più solo legato alla musica ma anche al dibattito sociale. Nello stesso anno, un altro momento iconico è stata la protesta dell’orchestra contro l’eliminazione di Malika Ayane, i quali iniziano a lanciare gli spartiti in aria, il tutto sotto gli occhi di un pubblico incredulo. Questa scena diventa il simbolo di un Sanremo in cui ormai il divario generazionale era troppo forte. 

Sanremo 2010

L’arrivo di Carlo Conti e di Amadeus

La consacrazione della rinascita arriva con la direzione artistica di Carlo Conti e poi di Amadeus, il quale, quando viene scelto nel 2020, viene definito da molti come decisione prudente. In realtà è una mossa strategica potentissima. Dal 2020, il Festival si apre in modo deciso alle nuove generazioni: rapper, indie, artisti nati nei talent o esplosi sulle piattaforme digitali salgono sul palco dell’Ariston accanto ai grandi nomi della tradizione. In questo modo, il pubblico di giovani si riavvicina al format, il quale inizia ad essere più inclusivo e a parlare a più categorie. Porta sul palco nomi che dominano Spotify prima ancora della TV e il Festival diventa specchio della playlist italiana reale. Con il tempo assume una forma dicotomica: tradizione e contemporaneità riescono a colloquiare tra loro. La rinascita non è solo negli ascolti ma anche nella centralità culturale. Il Festival torna centrale nella cultura pop italiana. 

Amadeus (Sanremo 2022)

L’impatto dell’ESC e dei social

Fondamentale è anche la vittoria dei Måneskin nel 2021 perché la loro vittoria all’Eurovision Song Contest li ha portati all’avvio di una carriera internazionale che nessun artista italiano ha quasi mai avuto in così breve tempo. Sanremo, in questo modo, torna ad essere un trampolino globale e non solo una vetrina nazionale. 

Maneskin (Eurovision Song Contest, 2021)

In questi anni Sanremo smette di vivere solo in tv ma su Twitter (oggi X), Instagram e TikTok ogni serata diventa un evento parallelo, in cui le persone diventano attive e possono interagire tra loro, creare clip virali, meme, reaction. Il Festival torna centrale non solo per gli ascolti, ma per la conversazione pubblica. Dunque, il Festival si reinventa come evento multimediale e culturale. 

Carlo Conti, ma in particolare Amadeus, sono il simbolo della rinascita strategica del festival, dimostrando che esso può attrarre giovani e pubblico storico insieme. Negli ultimi anni, Sanremo è diventato un vero e proprio fenomeno di costume alimentando conversazioni che vanno ben oltre la musica. 

Un nuovo anno

Il format della storia di Sanremo si conclude qui. Ora, non ci resta che aspettare l’arrivo di domani. Un nuovo anno del Festival sta per iniziare con scoop che circolano e personaggi che già creano grandi dibattiti. Restate sintonizzati su RCS75 per entrare dietro le quinte della kermesse più attesa dagli italiani. E come ogni anno: Buon inizio della settimana santa.