Home CulturaQuando i diversi siamo noi. Un grido all’accettazione del sè

Quando i diversi siamo noi. Un grido all’accettazione del sè

by Benedetta Gambale

Nella società attuale sono sempre più incalzanti i temi quali il bullismo, il suicidio, l’odio ed il disprezzo. Angelo Nairod, nel libro Quando i diversi siamo noi, affronta in maniera semplice ma allo stesso tempo riflessiva, ciascuno di questi temi evidenziando come ognuno di noi sia speciale e non importa il giudizio della società, siamo noi a dover amare noi stessi.

La copertina di Quando i diversi siamo noi è molto particolare. Raffigura una donna ricoperta da tanti cuori e sollevata da tanti palloncini.

La copertina del libro vuole ironizzare la realtà, raffigurare una società  molto narcisistica. Tutti questi cuoricini si rifanno al cuoricino di Instagram: attraverso i social network noi chiediamo, e vogliamo, sempre più attenzioni. Eppure spesso, nella realtà, non siamo più in grado di dare amore agli altri. La copertina ironizzare proprio questo aspetto. Richiediamo sempre attenzioni ma spesso ci dimentichiamo di donare amore agli altri!

Come è nata l’idea di scrivere questo libro?

L’idea è nata da situazioni quotidiane vissute. Oggi si parla continuamente di temi quali la diversità, l’immigrazione, la lotta all’omofobia. Ho sentito l’esigenza di affrontare tematiche attuali molto gravi: il bullismo, il suicidio e lo faccio con uno stile molto semplice, diretto, così da poter arrivare meglio ai più giovani. L’obiettivo è di sensibilizzare e spronare la riflessione sul perché succedono determinate cose.

Affronti molti temi complessi ed attuali. Come è stato trascriverli su carta? Hai trovato delle difficoltà?

È stato molto difficile. Più che altro è stato difficile essere sinceri, onesti, guardarsi dentro e cercare di ripescare un po’ di esperienze negative vissute o incontrate durante la propria vita e cercare di renderle quanto più possibile trasparenti in modo da arrivare al cuore della gente. Bisogna chiedersi il perché succedono determinate cose. Ci tengo a parlare di suicidio perché, tra i giovani, è una delle principali cause di morte. Affrontare tematiche così forti, per me è stato terapeutico. Tutti noi ci troviamo in situazioni difficili, l’importante è trovare la forza per andare avanti. La scrittura mi ha aiutato tantissimo. Sono molto grato a questi racconti perché mi hanno letteralmente salvato.

Puoi anticiparci il filone narrativo che tiene uniti tutti i racconti del tuo libro?

Il tema di fondo di tutti i racconti è la diversità. Si parte dalla diversità genetica fino ad arrivare a quella sociale. Il primo racconto vede protagonista una ragazza albina, Lili, che ha tratti fisiognomici un po’ particolari: i capelli bianchi, il pigmento degli occhi rosso e viene presa in giro dai suoi coetanei solo perché non ha una bellezza nella media. Eppure il personaggio si piace, si ama esattamente così com’è e lotta per essere accettata. Un altro racconto bellissimo si intitola “Per tutta la vita”. È la storia d’amore tra due donne, ambientato nell’America maschilista degli anni ’70. Da un lato vediamo la difficoltà di queste due donne di vivere la quotidianità del loro amore perché ghettizzate, dall’altro lato le lotte che fanno per inserirsi nel mondo del lavoro in quanto escluse dalla società. Ciò che le persone mi fanno notare, una volta letto il libro, è che il racconto è ambientato negli anni ’70, ma nel 2019, in Italia, tutto sommato, problemi del genere ancora esistono.

“Sono diverso, soffro, quindi reagisco”. Che personaggi incontriamo nei tuoi racconti?

Questa è la chiave di lettura di qualsiasi racconto. I miei personaggi non si arrendono. E trovano la forza per reagire semplicemente perché si rispettano e si amano per così come sono. Non si sentono diversi. Il messaggio dei racconti è proprio sapersi accettare, sapersi amare. Questo è l’unico modo per farsi amare e rispettare dagli altri.

Un consiglio che daresti alle nuove generazioni …

Essere se stessi e riuscire a trovare la forza a non reprimere nessun talento e nessuna parte di sé. Gli altri, ripeto, ci ameranno solo se noi, per primi, ci amiamo.

C’è un personaggio a cui sei particolarmente legato?

La cartomante. Un racconto a cui sono molto affezionato perché ho fatto un ritratto di ciò che vivono molte donne, molte madri single. Ci troviamo di fronte ad una donna sconsiderata che non ha mai provveduto al suo futuro, ad un tratto scopre di essere incinta. Ed ecco che qualcosa cambia in lei perché rimboccarsi le maniche e capire come fare per prendersi cura di una nuova vita che sta per arrivare. Si improvvisa cartomante. E saranno tante le bugie che questo personaggio dirà, ma lo farà solo per amore di suo figlio. La forza più grande è proprio la forza di una madre.

Oltre alla passione per la scrittura, hai anche una grande passione per la fotografia.

Esatto, scatto foto da quando avevo 12 e ho avuto la fortuna di esporre in varie parti del mondo. La copertina di Quando i diversi siamo noi è proprio tratta da una serie di foto scattate da me. La serie si chiama “Please, love me”, il desiderio spasmodico di ricercare amore attraverso i social media. Sono 12 fotografie molto ironiche per cercare di sensibilizzare sul tema dell’amore: non solo richiederlo, ma essere anche in grado di donarlo. Da sempre sviluppo foto molto concettuali con palloncini, oggetti di scena, foto molto studiate ed anche colorate.