Mancano pochi giorni all’inizio della kermesse canora sanremese che si terrà da martedì 6 febbraio fino a sabato 10 febbraio.
Nel corso degli anni, il Festival di Sanremo non ha offerto soltanto intrattenimento musicale, ma ha rappresentato uno specchio della cultura italiana, dell’evoluzione della società, riflettendo le trasformazioni sociali, politiche e culturali nel corso delle diverse epoche.
Gli artisti con le loro canzoni hanno portato in scena lo “spirito del tempo” e l’evolversi del gusto musicale italiano.
Il festival, ancora oggi, continua ad essere un evento di grande rilevanza culturale e musicale che muta adattandosi alla diversità e all’evoluzione della musica italiana e della nostra società, senza perdere il suo fascino eterno.
Ripercorriamo insieme la storia del festival senza tempo
Nel 1945, immediatamente dopo la guerra, l’ex partigiano sanremese, Amilcare Rambaldi, viene incaricato dal Comitato di Liberazione Nazionale di formulare alcune idee per rilanciare l’economia cittadina. Egli propose di indire un concorso di canzoni italiane nel Casinò della sua città.
L’idea venne bocciata per ben due volte dalla Direzione del Casinò, ma prenderà vita nel 1951.
In quel periodo, l’Italia stava ancora cercando di riprendersi dalle ferite della Seconda Guerra Mondiale e di ricostruire il proprio tessuto sociale. In questo contesto, il festival di Sanremo è emerso come un evento che ha contribuito a riunire il paese attraverso la musica.
Il Casinò municipale ospiterà la prima edizione del Festival della canzone, nel 1951. La manifestazione si terrà qui per venticinque anni, fino al 1976, dall’anno successivo, a causa di lavori di ristrutturazione del Casinò, si organizzerà al Teatro Ariston.
Ando così in scena il Festival della Canzone Italiana, con Angelo Nizza come primo conduttore.
LE PRIME EDIZIONI
Nella prima edizione tre interpreti si avvicendarono a cantare le 20 canzoni in gara: Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano. Vinse Nilla Pizzi con “Grazie dei fiori”.
Le prime edizioni fino al 1954 furono trasmesse solo per radio, ma, ben presto la manifestazione divenne un evento televisivo trasmesso in Eurovisione da Rai Uno.
La stampa iniziò a interessarsi al fenomeno Sanremo, a cui partecipavano sempre più concorrenti.
Il festival diventa un evento annuale molto atteso, che coinvolge l’intera nazione. Le famiglie si riuniscono davanti alla televisione per seguire le esibizioni degli artisti e discutere dei vincitori e dei brani più amati.
SANREMO RIFLESSO DELLO “SPIRITO DEL TEMPO”
Il festival di Sanremo ha spesso rappresentato temi sociali e politici, attraverso le canzoni presentate nel corso degli anni.
Molte di queste, infatti, hanno affrontato questioni sensibili e controverse come, la politica, la guerra, le ingiustizie sociali, la società, diventando così una sorta di termometro sociale che riflette le preoccupazioni, le speranze e gli interessi dell’Italia di quegli anni.
Gli artisti con le loro canzoni, le loro diverse personalità hanno rappresentato “lo spirito del tempo” e l’evolversi del gusto musicale italiano. Infatti, Inizialmente, il festival era incentrato sul genere della canzone melodica italiana, ma nel corso degli anni si è evoluto per abbracciare più generi musicali.
Sanremo ha contribuito a plasmare e definire il panorama musicale italiano, influenzando i gusti e le tendenze nel corso degli anni. Molte delle canzoni e degli artisti che hanno debuttato a Sanremo sono diventati simboli della cultura pop italiana, lasciando un’impronta duratura nella memoria collettiva.
Iconica “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno. La canzone accompagnò infatti la svolta degli Anni ’50, quando il nostro Paese voltò pagina, perdendosi “nel blu dipinto di blu” del nuovo benessere economico.
La canzone segnò anche l’inizio di una nuova era per la musica italiana, influenzata dal rock e dallo swing. Arriva ,infatti, sul palco sanremese Adriano Celentano che porta in scena la modernità: con lui arrivava il rock’n’roll e i cosiddetti “URLATORI”: una flotta di giovani artisti che cambiano i connotati del festival.
Arriva Mina in coppia con Teddy Reno con “Le mille bolle blu”. Adriano Celentano e Little Tony che arrivano secondi con “24mila baci”, e poi tra gli altri Milva, Edoardo Vianello, Gino Paoli, Jimmy Fontana, e un giovane autore, Mogol, che arriva dritto in cima con “Al di là”.
Il 1964 è l’anno in cui i cantanti in gara vengono accoppiati con artisti stranieri, la sedicenne Gigliola Cinquetti vince con “Non ho l’età”, due anni dopo di nuovo al primo posto insieme a Modugno con “Dio, come ti amo”, seguita al secondo posto da un’altra giovane esordiente, Caterina Caselli che canta “Nessuno mi può giudicare”.
Il 1967 è stravolto dal suicidio di Luigi Tenco, il ’68 vede sul podio Sergio Endrigo con Roberto Carlos, Ornella Vanoni e Marisa Sannia, Celentano con Milva. Il decennio si chiude con “Zingara” cantata da Bobby Solo e Iva Zanicchi, una giovanissima Nada si piazza al quinto posto e al nono arriva Lucio Battisti, in coppia con Wilson Pickett.
L’ERA BONGIORNO
Anche Sanremo può vantare la sua “Walk of Fame”, ispirata all’omonima passeggiata hollywoodiana inaugurata nel 1958. Una serie di targhe di bronzo impreziosiscono via Matteotti, con i titoli dei brani vincitori del Festival della Canzone Italiana dal 1951 al 2023, accompagnati dai nomi dei relativi interpreti.
A completare la passeggiata c’è, all’incrocio con via Escoffier, una statua dedicata a Mike Bongiorno, lo storico conduttore della kermesse canora. La statua ritrae il re del quiz con il braccio alzato nell’atto di pronunciare il suo celebre motto “Allegria!”.
La scultura venne donata dalla “Fondazione Bongiorno” alla città per ricordare la cosiddetta “Era Bongiorno” e quindi il legame fra il presentatore e il Festival.
L’ “Era Bongiorno” si registrò tra gli anni 1963 e 1967, dal nome del celebre conduttore, che ricoprì il secondo posto tra i conduttori più presenti a Sanremo con ben 11 conduzioni e superato solo da Pippo Baudo che, ad oggi, ne conta 13.
IL DEBUTTO DI “SANREMO GIOVANI”
L’edizione del 1968 venne presentata per la prima volta da Pippo Baudo, nella quale esordirono Fausto Leali, Al Bano, Massimo Ranieri.
A Pippo Baudo si deve la nascita di Sanremo Giovani, con l’idea di introdurre una gara destinata ai cantanti emergenti.
A questa competizione potevano così accedere giovani artisti non ancora noti nella scena musicale italiana, con l’obiettivo d essere poi selezionati per gareggiare tra i Big.
A vincere la prima edizione di Sanremo Giovani che andò in onda dal 10 al 12 novembre 1993, fu Giorgia con il brano “Nasceremo”. Quest’anno i “Santi Francesi” (protagonisti a X Factor 2022), “Clara” (vincitrice assoluta della competizione) e i “bnkr44” vincitori di Sanremo Giovani 2023, saranno in gara sul palco del Teatro Ariston
NUOVE VOCI AL FESTIVAL
Il Festival funse da trampolino di lancio per una generazione di nuovi cantanti è il caso di: Eros Ramazzotti, Vasco Rossi, Jovanotti, Fiorella Mannoia, Zucchero Fornaciari, Laura Pausini, Biagio Antonacci, Andrea Bocelli, Dolcenera, Sergio Cammariere, Povia, Francesco Renga, oggi pietre miliari della musica italiana.
E se gli anni 2000 mostrano una tipologia di vincitori tanto eterogenei quanto il moderno panorama musicale italiano, le vittorie dal 2009 in poi testimoniano la fortuna di un’altra strada per il successo, cioè il talent. La maggior parte dei vincitori proviene infatti da Amici di Maria De Filippi o da X-Factor.
Marco Carta già vincitore della settima edizione di Amici nel 2008, l’anno successivo si classifica al primo posto al festival. L’anno seguente fu la volta di Valerio Scanu proveniente sempre da Amici.
Da X Factor ricordiamo Giusy Ferreri, Noemi, Marco Mengoni.
Negli ultimi anni, dal 2017 al 2024 abbiamo assistito a grandi cambiamenti, dall’ingresso dei social con le puntate commentate in diretta soprattutto sull’ex Twitter ora X, fino alla nascita del Fantasanremo, che ricalcando il più famoso fantacalcio, assegna voti alle esibizioni dei cantanti.
Fra i conduttori degli anni 2000 ricordiamo Fabio Fazio, Carlo Conti e Claudio Baglioni.
Nell’edizione del 2019, la vittoria di Mahmood con il brano “Soldi” è considerata il segno di una cesura netta con il passato, poiché appartenente a un genere, “l’Urban”, fino ad allora rimasto ai margini di Sanremo.
CON AMADEUS IL FESTIVAL DIVENTA INTERGENERAZIONALE
Terminata la parentesi di Baglioni, nel 2020 le redini del Festival passano in mano ad Amadeus, che riesce a ottenere buoni risultati in termini di ascolti, sbloccando una nuova era di successo anche in termini di discografia. Con Amadeus il Festival della canzone italiana è un confronto generazionale: uno spettacolo in grado di unire intere generazioni e che, ad oltre 70 anni dalla prima edizione, riesce ad attirare a sé praticamente tutti, dalla Gen Z ai Baby Boomer.
Le edizioni guidate da Amadeus, accompagnato dall’amico inseparabile Fiorello, sono caratterizzate da un cospicuo aumento del numero di cantanti in gara, innovazione che ha garantito varietà nella scelta dei partecipanti: nei cast di tali edizioni sono infatti presenti sia vecchie glorie della musica italiana, sia cantanti più contemporanei e di successo tra i giovani, avvicinando così i giovani spettatori e telespettatori.
Nel 2020, a causa della pandemia di Covid-19, il Festival si svolse per la prima e finora unica volta nella sua storia, senza il pubblico all’interno del teatro Ariston, esercitando un ruolo di coesione sociale e donando serate di spensieratezza al popolo italiano in un periodo così difficile.
Nel 2021, per la prima volta il Festival vede trionfare un gruppo rock, i Maneskin, che con il brano “Zitti e buoni” vincono non soltanto la kermesse italiana ma anche l’Eurovision Song Contest e raggiungono un successo planetario.
La scorsa edizione vede la vittoria del brano “Due Vite” di Marco Mengoni e registra un evento storico importante per la storia del Festival: per la prima volta in assoluto, infatti, un Presidente della Repubblica Italiana in carica, Sergio Mattarella, presenzia direttamente al teatro Ariston alla serata d’apertura.
Amadeus resta al timone della kermesse anche nel 2024: in tal modo entra nella storia del Festival, arrivando a eguagliare Mike Bongiorno e Pippo Baudo nel primato della conduzione di cinque edizioni consecutive.
Il Festival di Sanremo persiste come un’inestimabile gemma nel panorama culturale italiano, una sinfonia senza tempo che risuona attraverso gli anni. Sanremo è più di un semplice spettacolo musicale; è un cronista appassionato dei tempi, un custode dei ricordi, una celebrazione senza fine dell’eclettica identità musicale e culturale italiana. Nel suo fluire eterno, Sanremo rimane intramontabile, attraverso le correnti mutevoli della cultura e della società.
Sanremo è Sanremo, un’icona senza rivali che continua a rappresentare il panorama musicale, artistico, sociale del Bel Paese con una grazia senza pari. In un mondo che cambia rapidamente, Sanremo rimane immutato nel suo splendore, perpetuando la magia e la meraviglia di un festival che, semplicemente, è e sarà sempre Sanremo!

