Home AttualitàSecondo appuntamento con Civitas Risponde: emergono percezioni contrastanti sul conflitto Ucraina-Russia

Secondo appuntamento con Civitas Risponde: emergono percezioni contrastanti sul conflitto Ucraina-Russia

Alessandro Verdoliva, presidente di Civitas Europa, risponde con Amalia Attianese alle domande dei radioascoltatori.

by Amalia Attianese

Civitas Risponde, la rubrica settimanale in onda ogni martedì dalle 11:45 alle 12:00 su rcs75, inserita nel format radiofonico Il Gran Mattino condotto da Amalia Attianese, continua a raccogliere dubbi, perplessità, domande e percezioni dei radioascoltatori sul conflitto Ucraina-Russia e su tutto quanto vi ruoti intorno.

Emergono percezioni contrastanti

L’appuntamento radiofonico del 5 Aprile 2022, ha messo in evidenza quanto differenti possano essere le percezioni dei singoli rispetto ad eventi così grandi, così lontani eppure rimbombanti nelle case di tutti noi attraverso televisioni e social media. Come di consueto, abbiamo chiesto ad Alessandro Verdoliva, presidente del centro studi di ricerca europei Civitas Europa, di analizzare tali percezioni rispondendo a due fondamentali e contrastanti quesiti.

Il primo quesito

-Come mai Putin, che è un esperto militare e, presumibilmente, pianificava questa guerra da anni, non aveva calcolato tutta questa resistenza dell’Ucraina e dei paesi che, difatti, la stanno aiutando? Errore umano o previsione con un piano di riserva a sorpresa?

“Putin non è un esperto militare, il suo campo è l’intelligence, è un ufficiale di intelligence, questa è la sua carriera. Provo a rispondere a questa complessa osservazione partendo da alcune riflessioni.

La corruzione in Russia è così vasta che molti capi militari hanno speso i soldi, indirizzati alla riforma del settore militare, in altri settori, specialmente del lusso. Non potendo poi riferire lo stato in cui versavano le forze armate hanno comunicato report falsi, come da testimonianza dell’ex ministro degli esteri russo.

Un’altra cosa che hanno sottovalutato è stato il modo in cui hanno interpretato il ritiro dall’Afghanistan, che, secondo la logica della mutua deterrenza, ha indebolito la credibilità e l’autorità degli Stati Uniti.

Partendo da questi presupposti, l’errore non è militare in senso compiuto ma è a monte, a partire dallo schieramento. Schierando l’esercito mesi prima si è mandato in fumo l’effetto sorpresa, che è fondamentale in guerra. Questo schieramento serviva esclusivamente a mandare avanti l’arma negoziale perché fino all’ultimo hanno creduto che, con la minaccia dell’esercito schierato, i negoziati andassero a favore loro. Si è trattata di una scommessa mal riposta, immaginando che l’occidente fosse sfiancato dalla guerra in Afghanistan.

L’errore non è stato militare, i russi sono stati obbligati a far qualcosa perché quando tu fai una minaccia: <<o negoziamo o t’invado! >>, poi se non ci sono i negoziati sei obbligato a far qualcosa altrimenti perdi la tua credibilità. Sono stati obbligati da una loro stessa mossa sbagliata a monte, un errore di valutazione.”

In netta contrapposizione, il secondo quesito

– Pare dai mass media che sia solo la Russia a mietere delle vittime, ma allora quale strategia militare sta attuando l’Ucraina per difendersi?

“I dati sono a favore dell’Ucraina: i russi hanno molte più vittime. Ciò è dovuto ad una visione della guerra molto diversa. Siccome non era la guerra la loro prima intenzione, l’hanno fatta in modo molto convenzionale, attraverso una guerra simmetrica. In sintesi vuol dire andare direttamente, velocemente all’unità intellettuale sovrana dello stato, al vertice del nemico, e sconfiggerlo. Lo scontro simmetrico lo possono fare le forze armate forti.

Gli ucraini, che non potevano vantare la stessa forza militare sui numeri, hanno ripiegato sull’asimmetria: agire in modo indiretto, logorante, in un contesto urbano o di guerriglia, facendo imboscate.

Questa è la sostanziale differenza tra i due, fondamentale da notare perché hanno due scopi diametralmente opposti. Quando la guerra simmetrica ha lo scopo di essere veloce, efficace, al massimo della forza, la guerra asimmetrica ha invece lo scopo di ritirarsi, nascondersi, agire in modo indiretto, di colpire in un luogo specifico e poi scappare di nuovo, cercando di mietere il numero maggiore di vittime soprattutto tra i militari che risultano più esposti rispetto degli altri.”