La Russia è stata sospesa dall’Assemblea Generale dell‘Onu dal Consiglio per i diritti umani. Con 93 voti a favore, l’Assemblea Generale approva così la richiesta degli Stati Uniti.
Sospensione Russia: 58 astensioni e 24 contrari
La Russia esprime subito il malcontento per la sua sospensione dal Consiglio dei diritti umani, definendo il tutto illegale. I primi promotori di questa iniziativa sono stati gli Usa. Antony Blinken, il segretario di Stato Americano ha dichiarato: “Un Paese che viola continuamente i diritti non può sedere in un organo che ha come compito la tutela dei diritti. Oggi è stato corretto un torto“.
Tra i voti contrari c’è la Cina . L’ambasciatore cinese dell’Onu, Zhang Jun sostiene: “Il dialogo e il negoziato sono l’unica via per uscire dalla crisi in Ucraina. Ci opponiamo fermamente alla politicizzazione delle questioni relative ai diritti umani. “Questa risoluzione aggrava le divisioni tra gli Stati membri e non aiuta i colloqui di pace“.
Tra i paesi contrari ci sono anche: Kazakistan, Bielorussia, Bolivia, Congo, Algeria, Eritrea, Mali, Nicaragua, Burundi, Centrafrica, Gabon, Lao, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, Vietnam e Zimbabwe. I paesi astenuti sono 58, tra questi ritroviamo: Sudafrica, Egitto e Senegal, Pakistan, Brasile, Messico, India, Iraq e Giordania.
Non è la prima volta che uno stato viene sospeso, infatti nel 2011 la Libia fu sospesa per le violenze effettuate contro i manifestanti da parte delle forze guidate da Muammar Gheddafi.

