Ospite di Giovanna Di Giorgio, nell’ultima puntata di Socrate al Caffè, è stato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Tanti gli argomenti trattati, a iniziare dalla sentenza (giunta poche ora prima) sul Crescent (opera che definisce «un obbrobrio») che, in caso di condanna, avrebbe fatto scattare la legge Severino per il governatore della Campania: «De Luca lo sconfiggeremo politicamente – dice – quindi io non gioisco di questa sentenza, gli avversari non vanno mai sconfitti per via giudiziaria. Per me non cambia nulla, rimane una brutta pagina per Salerno. Per il resto, De Luca è un pessimo presidente della Regione: questa è la mia valutazione politica e quindi bisogna prepararsi a sconfiggerlo politicamente». Non entra nel merito della sentenza, pur sottolineando «che la prescrizione per il falso ideologico significa che si è ritenuto che fosse responsabile del falso ma il lungo decorso dei tempi della giustizia non hanno permesso di arrivare all’accertamento della responsabilità».
«Mai dire mai», dice poi de Magistris riguardo alla sua candidatura a presidente della Regione nel 2020: «In campo ci sarò – continua – se come candidato non lo so. Questo è possibile e uno dei miei principali alleati perché io possa fare questo tipo di valutazione è De Luca, perché se lui non fosse stato un pessimo presidente avremmo fatto altri ragionamenti. E siccome siamo molto insoddisfatti su come vanno i rapporti fra città e Regione, fra area metropolitana e Regione, fra i territori e la Regione, molti spingono perché io possa essere candidato, ma non lo so. Né lo escludo, perché fare il presidente della Regione significa fare bene per i territori e anche per la mia città che è stata fortemente penalizzata in questi anni da De Luca». E su possibili alleanze: «Ci sono le condizioni per il dialogo con pezzi del Pd, chiaramente non con De Luca, e con pezzi del M5S».
Affrontato anche l’argomento Salvini, in arrivo martedì a Napoli per il comitato ordine pubblico. Apertura istituzionale del sindaco verso il ministro, non di de Magistris verso il politico: «La frase con cui ha preparato questa visita è molto brutta: “Porterò ordine e pulizia a Napoli”, ha detto Salvini». Poi il sindaco aggiunge: «Non ci potrà mai essere alcun avvicinamento politico tra lui e la nostra amministrazione». Quanto alla vicenda della nave Diciotti e all’avviso di garanzia a Salvini, afferma: «Secondo me il reato c’è tutto. Quindi – sorride – sarà assolto».
Non è mancato un passaggio anche sul Manifesto di Autonomia della città e sulla moneta locale: «L’hanno presa a ridere, ma lasceremo tutti carichi di meraviglia, come si dice a Napoli. La delibera è una cosa seria, la approveremo a fine novembre, ci stiamo lavorando da due anni». A differenza del tentativo fatto con il Napo: «Fu una bella cosa ma non fu seguita bene». Nella lunga chiacchierata, infine, si è parlato, tra le altre cose, anche di sicurezza, in particolare relativamente alla zona di Vasto. Poi di Universiadi, della questione stadio San Paolo e del rapporto con De Laurentis. de Magistris ribadisce la promessa della sua presenza in curva per tifare (pur da sedicente “sarrista”: «Per me sarrismo e rivoluzione sono due elementi fondamentali – dice – Sarri è Sarri, ma Ancelotti sta facendo bene»), per il Napoli: «C’è troppa attesa, andrò ma mi metterò la barba, il colbacco, mi travesto da Salvini. Scherzi a parte, ci andrò. Andrò in curva come andrò negli altri settori».
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