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Socrate al caffè: crimini e conseguenze del conflitto, l’analisi di Carmine Pinto

Carmela Concilio - Socrate al caffè

L’orrore di Bucha segna una ulteriore svolta nei fatti innescati dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Putin. E Bucha è destinata a non rimanere un caso isolato. Come si evolverà il conflitto? Quali saranno le conseguenze che potrà avere sul mondo e, soprattutto, su un’Europa dipendente dalla Russia dal punto di vista energetico? Di questo e tanto altro si è discusso nel corso della mattinata di Socrate al caffé – programma condotto da Giovanna Di Giorno – che ha visto come ospite lo storico e scrittore Carmine Pinto, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Salerno.

Carmine Pinto a “Socrate al caffè”: gli orrori della guerra e il forte bisogno di indipendenza energetica

Numerose città, dopo il ritiro delle truppe russe dai campi di battaglia, hanno rivelato quelli che gergalmente vengono definiti come gli orrori della Guerra, veri e propri crimini ai quali nessuno ha la volontà di abituarsi. Non sorprendono, certo, ma sconvolgono dal punto di vista emotivo, se non ideologico, le immagini che stanno arrivando negli ultimi giorni i particolare dalla città di Bucha, divenuta teatro delle peggiori atrocità. Come introduce lo storico e scrittore Carmine Pinto, “I conflitti che abbiamo visto negli ultimi vent’anni hanno sempre avuto ricadute enormi sui civili, le operazioni militari russe negli ultimi anni sono sempre state così, come in Cecenia, in Siria o in altri posti. La dottrina militare russa non è simile a quella della Nato, o a quella statunitense, le quali in qualche modo cercano di isolare i bersagli militari da quelli civili. Per quanto riguarda l’esercito non si può dire lo stesso”.

C’è però un altro aspetto che sorprende e del quale vale la pena discutere, che riguarda questa volta il nostro Paese. Come mai spesso, in particolar modo sui social, si tende spesso a deresponsabilizzare gli attacchi di Putin, attribuendo i suoi gesti ad una sorta di reazione alle mire espansionistiche della Nato? Pinto tiene a disegnare un quadro preciso della situazione italiana, chiamando in causa una certa componente antieuropeista che, da tempo, è andata evolvendosi nel nostro Paese.

“C’è però da dire che, nell’ultimo periodo” continua lo storico “questa tesi è divenuta quasi argomento da bar, ma sappiamo bene che i “bar” dell’era moderna sono i social network, vero e proprio spazio sociale in cui teorie simili prendono forma e si trasformano in discussioni, condivisioni e commenti. Proprio perché relegato a questa condizione di esistenza, potremmo dire che questo argomento non ha ragione di esistere. Putin ha in effetti espressamente giustificato il suo intervento militare proprio perché non nutre alcun timore nei confronti della Nato. Stando a questo bisogna sottolineare che, in realtà, proprio l’aver fatto i conti con l’intervento della Nato e con la solidarietà del mondo occidentale, ha fatto emergere le debolezze strategiche dell’esercito russo”. 

Dall’analisi messa in campo da Carmine Pinto, è infine emersa l’importanza da parte dell’Italia e, in generale dei Paesi Occidentali, di essere liberi e indipendenti energeticamente dalle grandi autocrazie, proprio perché appare paradossale che Paesi così definiti occidentali possano ancora essere ostaggio di Paesi come la Russia, che arriva così a minacciare il loro equilibrio economico ed energetico. Quali sono, dunque, le misure e le soluzioni che potrebbero essere adottate in campo energetico?

Guarda qui l’intervista completa di Giovanna Di Giorgio a Carmine Pinto.

Maria Alfonsina Iemmino Pellegrino