Home EventiThe Weeknd infuoca San Siro per le tre date milanesi che hanno fatto impazzire tutti

The Weeknd infuoca San Siro per le tre date milanesi che hanno fatto impazzire tutti

Tra scenografie futuristiche, fiamme e una scaletta travolgente, Abel Tesfaye regala a Milano un’esperienza sensoriale indimenticabile, trasformando il Meazza in un unico grande cuore pulsante.

by Francesca De Vincenzo

Ci sono spettacoli per cui le parole sembrano non bastare mai, eventi che travalicano la semplice dimensione del concerto per trasformarsi in un vero e proprio rito collettivo. È esattamente ciò che è accaduto allo stadio San Siro di Milano, dove Abel Tesfaye, in arte The Weeknd, ha letteralmente acceso la città durante la tripla data del suo After Hours Til Dawn Tour. Tre serate infuocate — quelle del 24, 25 e 26 luglio — che hanno trasformato la “Scala del Calcio” nella capitale mondiale del pop sinestetico e futuristico. A tre anni di distanza dal suo ultimo abbraccio alla città  all’Ippodromo, l’artista canadese ha fatto un ritorno trionfale in Italia nell’impianto più iconico del capoluogo lombardo, regalandosi e regalando a decine di migliaia di fan un’esperienza destinata a rimanere scolpita nella memoria.

 

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Uno show iper-tecnologico tra fiamme e la statua di Sorayama

Fin dai primi istanti, il colpo d’occhio sul palco è da brividi. Lo stage si presenta come un capolavoro iper-tecnologico e distopico: un’imponente architettura visiva fatta di illuminazioni d’avanguardia, fiamme spettacolari, l’ormai celebre statua gigante firmata dall’artista Hajime Sorayama e una sequenza di fuochi d’artificio finale capace di lasciare l’intero stadio a bocca aperta. Eppure, al di là degli effetti speciali, il vero superpotere di The Weeknd resta la sua voce, unita a una straordinaria capacità di arrivare dritto al cuore. Con la sua identità sonora unica, perfettamente bilanciata tra R&B d’autore e pop contemporaneo, Abel ha confermato ancora una volta le ragioni che lo rendono uno degli artisti più acclamati, influenti ed eclettici del panorama mondiale.

L’intesa con Playboi Carti e il duetto iconico con il pubblico

 

 

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Ad accendere la miccia della serata ci ha pensato Playboi Carti, che ha prima scaldato il pubblico durante l’opening act per poi raggiungere Abel sul palco in un momento di pura frenesia collettiva, infiammando la folla sulle note di Timeless e Rather Lie. Ma quando la musica di The Weeknd avvolge lo stadio, il confine tra palco e spalti scompare del tutto. San Siro si è trasformato in un’unica, imponente voce, raggiungendo l’apice della magia durante l’ormai iconico duetto con la folla sulle note di Out of Time: un istante di pura connessione emotiva, in cui migliaia di cuori hanno battuto allo stesso identico ritmo.

 

Il futuro di Abel Tesfaye e la magia che resta a luci spente

Mentre il tour prosegue la sua corsa attraverso l’Europa lasciando fan e spettatori in uno stato di autentica estasi, resta viva l’attesa di capire quale sarà il futuro del suo percorso artistico, considerando l’annuncio che il progetto “The Weeknd” potrebbe presto giungere al capolinea per far spazio al suo vero nome di battesimo. Chi ha vissuto anche solo una di queste tre magiche notti a San Siro lo sa bene: si entra in un loop emotivo da cui è quasi impossibile uscire, fatto di video guardati all’infinito per provare a trattenere quel momento. D’altronde, forse, è proprio questa la bellezza più autentica della musica dal vivo: regalare brividi sulla pelle, sensazioni indescrivibili e quel dolce magone nostalgico che continua a far battere il cuore anche a luci spente.