Home AmbienteVoglio un Mondo Pulito: l’organizzazione di volontariato che si china a pulire la città.

Voglio un Mondo Pulito: l’organizzazione di volontariato che si china a pulire la città.

Il fondatore Ciccio Ronca racconta ai microfoni di rcs75 come nasce l'organizzazione con cui da diversi anni si occupa della raccolta e la differenziazione volontaria di rifiuti in zone critiche della costa e del centro storico salernitano.

by Amalia Attianese

Volere è potere. Lo ha capito bene Ciccio Ronca, fondatore dell’Organizzazione di Volontariato Voglio un Mondo Pulito, quando, nel 2019, si è chiesto quale gesto concreto potesse fare da cittadino per portare il proprio contributo fattivo alla causa della sostenibilità ambientale. Una nobile domanda da cui è nata l’idea di un semplice quanto potente atto di umiltà: chinarsi a raccogliere i rifiuti che inquinano il proprio paese senza ignorarli passandoci sopra.

Così, da diversi anni si occupa con la sua organizzazione della raccolta e la differenziazione volontaria di rifiuti in zone critiche della costa e del centro storico salernitano.

L’intervista ai microfoni di rcs75

Come nasce l’idea di Voglio un Mondo Pulito?

Nasce dall’esigenza di fare. Io non ho competenze nell’ambito ambientale ma sono amante della natura e vedere determinate immagini mi faceva male. Il 6 marzo 2019 durante una meditazione, essendo io buddista, mi chiesi cosa potessi fare e mi venne questa idea. Allora andai da solo a pulire la spiaggia e poi misi un selfie sui miei canali social di me con le buste di rifiuti raccolti scrivendo “Ragazzi a me questa cosa mi ha fatto stare bene, se volete aggregarvi domani ritorno a scendere in spiaggia e facciamo qualcosa di concreto.” Non mi aspettavo tanto successo già dal primo giorno. Mi contattarono tanti ragazzi e ragazze, segno che serviva solo un input ma nel cuore delle persone già c’era questo desiderio. Ho deciso di continuare e siamo arrivati a scendere in 1200.”

Quali sono gli eventi che organizzi?

Gli eventi sono i clean up in spiaggia, che consistono nella pulizia di un tratto di spiaggia che scegliamo durante la settimana, e la raccolta cicche in una parte della città. Un gesto apparentemente stupido, quello di buttare una cicca, e che invece non è differente dal gettare un frigorifero perché con tutte le cicche gettate in un giorno al frigorifero ci si arriva e si supera anche. Una volta arrivammo a raccogliere10 kg di cicche di sigarette che, considerando quanto siano piccole e leggere, sono davvero tante, almeno due volte me.”

Qual è il rifiuto più assurdo che avete raccolto?

Qualsiasi cosa può immaginare tua la mente, tranne cose preziose e soldi, abbiamo trovato tutto. Abbiamo trovato una lapide una volta, foto di persone, tanti oggetti erotici e dvd porno. Stanno risalendo anche tanti rifiuti degli anni passati, soprattutto anni ‘80-’90. Trovammo un flacone dell’82 di un prodotto per pulire i vetri, una lattina del ‘92 e tante cose anche degli anni 70. Si sfata così lo stereotipo del “era meglio prima”, quando invece questa cultura è proprio un rimasuglio della mentalità di una volta. Facendo questa esperienza ho notato che le nuove generazioni hanno proprio una coscienza ambientale molto più sviluppata rispetto al passato. Il problema è che, nonostante se ne parli tanto, non si prendono troppo sul serio gli allarmismi ambientali. Forse proprio perché ci sentiamo e siamo un po’ tutti responsabili.”

Cosa vi dice la gente quando vi vede? Vi muovono critiche o complimenti?

Una delle critiche che ci muovono è che noi non siamo preposti e pagati per farlo ma il punto è proprio che non lo facciamo per sostituirci al comune o la nettezza urbana. Vogliamo dare un piccolo contributo alla questione ambientale. La cosa positiva è che sono molti di più i complimenti rispetto alle critiche e questo mi fa capire che alla gente arrivi la buona fede con cui operiamo perché davvero non abbiamo nessun guadagno. Le critiche costruttive ben vengano, ne facciamo tesoro. Ad esempio il professore Giovanni De Feo ci ha insegnato che, della plastica monouso, bicchieri e piatti si possono recuperare nella plastica mentre le posate no, quindi all’inizio facevamo indifferenziato. È invece importantissimo per noi non solo raccogliere ma recuperare il più possibile. Certo, pulire è importante perché siamo davvero sommersi di immondizia, ma una delle soluzioni definitive è una educazione al riutilizzo nonché una educazione alla produzione e al consumo.”

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sicuramente voglio continuare a dedicarmi all’ambiente. Facciamo incontri nelle scuole medie, superiori ed anche elementari e stiamo conservando tutti i rifiuti datati per creare un museo del rifiuto proprio per educare e spingere alla riflessione. Puoi farlo oggi, domani è già tardi recita un verso della canzone che abbiamo realizzato per sensibilizzare sul tema, con la collaborazione della cantante Anita Caldieri, il musicista Antes Aliberti, Enzo Scogliamiglio per il mix, Paolo Morra per il testo. Tutti giovani locali che hanno messo la propria arte a disposizione della causa.”

Amalia Attianese