Home Socrate al caffèDal Calcio romantico ai Mondiali in Qatar, forze economiche e sport

Dal Calcio romantico ai Mondiali in Qatar, forze economiche e sport

Sta per iniziare, in Qatar, il Mondiale di calcio probabilmente più controverso della storia del torneo. Ma come si arrivò a quella scelta? A Socrate al Caffè se ne è discusso con Michele Spiezia

Michele Spiezia

Nella giornata di domani, 20 novembre, in Qatar avrà inizio quello che è stato definito il Mondiale più controverso della storia del Calcio. Ma come e perché si arrivò alla scelta, nell’ormai lontano 2010, di assegnare i Mondiali di Calcio 2022 ad un Paese con bassissime garanzie di diritti umani e, per giunta, privo di storia calcistica?

Se ne è discusso con il giornalista Michele Spiezia nel corso della mattinata di Socrate al Caffè, programma condotto da Giovanna Di Giorgio.

Dal Calcio romantico ai Mondiali in Qatar, intervista a Michele Spiezia

Collaboratore del quotidiano La Stampa e ideatore e curatore del sito Storiesport.it, Michele Spiezia ai microfoni di RCS75, nel dire la propria circa l’inizio dei Mondiali negli Emirati Arabi, fa un salto all’indietro, partendo dall’anno 2010, quando avvenne l’assegnazione del famigerato Campionato alla Russia, per il 2018 e al Qatar per il 2022.

“C’è da dire che questo che stiamo vedendo non è più il “Pallone romantico”, ma è un “pallone diverso” afferma l’ospite di questa mattina. La questione è davvero di attualità, ma bisognerebbe tornare indietro, all’anno 2010, anno in cui i Mondiali del 2018 vennero assegnati alla Russia di Putin, mentre quelli del 2022 al Qatar, estensione di un Emirato grande quasi quanto la Basilicata, nel quale però negli ultimi vent’anni sono concentrate tutte le forze economiche che hanno pesantemente investito nello sport mondiale.

Questione geopolitica ed economica, dunque,  come sottolinea ancora Michele Spiezia, che rievoca anche altri esempi di competizioni sportive celebratesi negli ultimi in luoghi ricchi e desertici, come, tra gli altri, l’ultimo Gran Premio di Formula 1 che si disputa in questo stesso week end proprio ad Abu Dhabi o ancora i campionati di Hokey sul Ghiaccio che si sono tenuti qualche anno fa, sempre in Qatar.

“Fa specie che Blatter, che è stato il Presidente della FIFA per tanti anni, guarda caso Presidente nell’anno in cui si assegnavano questi ultimi due mondiali, dica adesso che forse non è stato opportuno assegnarli al Qatar per il 2022”. 

L’ospite continua così, accennando allo scandalo che ha coinvolto Blatter e l’ex campione Platinì, entrambi a processo per la gestione infedele nel caso delle presunte irregolarità nelle assegnazioni dei campionati mondiali di calcio in Russia e Qatar, rimarcando come siano sempre più evidenti gli interessi economici all’interno degli sport.

“Come tutti i fenomeni, si tende poi a coprire e a far sì che l’opinione pubblica venga assuefatta in nome del “Dio Pallone”.  Irrompe così il giornalista sportivo che a Socrate al caffè tende a rimarcare come l’Italia, meno ancora rispetto agli altri Paesi Europei, abbia cercato di nascondere e di omettere alcune informazioni riguardanti i Mondiali.

“Da un’indagine è emerso che sarebbero morti circa 6700 operai nel corso della costruzione di queste cattedrali nel deserto, in più, approssimativamente, dal 2012 i morti sarebbero addirittura 15.000. Non si è parlato, non soltanto appunto di come questi stadi siano stati costruiti, di quanto è macchiato di sangue questo mondiale, ma non si è parlato purtroppo neanche di tutti i diritti negati in Qatar”.

Silenzio, morti e diritti negati. La tanto attesa competizione sportiva non sembra dunque inaugurare nel migliore dei modi, ma si è comunque di conoscere cosa ci riserverà questo Mondiale di Calcio così controverso.

https://youtu.be/53jTTExgx4A Ascolta qui l’intervista a Michele Spiezia, a cura di Giovanna Di Giorgio

Maria Alfonsina Iemmino Pellegrino