Per la prima volta nella storia, cinque dei più importanti podcaster italiani del momento si sono riuniti sullo stesso palco per un incontro-evento speciale: Gianluca Gazzoli per The Basement, Daniele Tinti e Stefano Rapone per Tintoria, Martin e Luis Sal per Muschio Selvaggio hanno realizzato una novità nel panorama della 54esima edizione del Giffoni Film Festival ed un “unicum” a livello nazionale.
La parola podcast è stata introdotta nel 2004. Anche se i podcast sono un’invenzione relativamente recente, hanno avuto un impatto importante sul pubblico di tutto il mondo.I podcast sono simili ai programmi radiofonici ma offrono vantaggi unici che li rendono interessanti per il pubblico e i creatori di contenuti.
Cinquanta minuti tra risate, battute ma anche un esperimento riuscitissimo: un format inedito con la presenza di 250 ragazzi in sala della sezione di Impact! di #Giffoni54 non solo spettatori, ma anche parte integrante dello spettacolo.
I podcast diventano anche strumento per superare “l’illusione della distanza”, tema di #Giffoni54. “Questo è un mezzo che crea un’illusione di vicinanza per chi ascolta. Con la televisione e il cinema il pubblico è più spettatore, con il podcast ha l’illusione di essere parte della conversazione e questo colma quella distanza. Il divismo dei vecchi tempi non esiste più, l’ospite che sta là a parlare sembra una persona comune”, sostiene Daniele Tinti. Interviene poi Gianluca Gazzoli: “Vengo dal mondo della radio che questa cosa l’ha fatta prima di altri. Con il podcast però tutto diventa ancora più potente, si amplifica, ti accompagna ovunque e ti senti coinvolto nella conversazione, questo accorcia maggiormente le distanze. È inoltre un mezzo più sincero di altri che prevedono mille tagli e montaggi e ti fanno percepire meno autentica la cosa che stai ascoltando o vedendo. Il podcast restituisce più autenticità”. Martin Sal aggiunge: “Sembra che la distanza crolli, ma da un altro lato viene alimentata perché si tratta comunque di spettacolo”.
Negli Stati Uniti ci sono più di 100 milioni di ascoltatori di podcast attivi e ogni anno diventano sempre più popolari. Un podcast ha il potenziale per informare, ispirare o coinvolgere il proprio pubblico. In definitiva, un podcast è un modo per condividere contenuti. Mentre ad alcuni piace leggere articoli, altri preferiscono qualcosa che possono ascoltare.
Spazio alle domande dei ragazzi, dalla scelta degli ospiti (“Non seguire la popolarità di un personaggio per provare la scorciatoia delle views ma quello che si vuole raccontare”, le parole di Gazzoli), alle modalità di conduzione e soprattutto di interagire con i vari protagonisti che si susseguono di episodio in episodio nei vari e fortunati format. Gazzoli parla di “una grammatica che va rispettata, dei capisaldi che sono: l’ascolto e la sensibilità di capire quando dire una cosa o quando chiederla”. Rapone sottolinea: “Devi ascoltare l’ospite e cercare di metterlo a suo agio, non è uno spettacolo o una performance, bisogna chiacchierare con una persona, magari appena conosciuta, come lo si farebbe tra amici”.
Eppure c’è la forza del mezzo, sempre più in ascesa e centrali nei ragazzi, diventato un mezzo anche di informazione nel suo rapido mutamento: “Bisogna sempre fare attenzione al panorama – afferma Luis Sal di Muschio Selvaggio, fondato nel 2020 -: oggi, per esempio, vedere Gerry Scotti online seduto a un tavolo non è più sconvolgente come lo era 4 anni fa“. “Il primo a riconoscere la potenza del podcast è stato il pubblico – ammette Gazzoli -, poi gli ospiti come spazio spontaneo riconquistato”. E sul consiglio per il podcast perfetto Tinti chiosa: “Un buon microfono!”.
Disponibile sui canali social del Giffoni Film Festival,l’evento con Gianluca Gazzoli per The Basement, Daniele Tinti e Stefano Rapone per Tintoria, Martin e Luis Sal per Muschio Selvaggio registrato durante #Giffoni54.
Elena Scisci

