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A Socrate al Caffè lo storico Carmine Pinto

by Giovanna Di Giorgio

di Maria Luisa Rescigno

Ospite di “Socrate al caffè”, su RCS75, il professor Carmine Pinto, storico dei conflitti e scrittore, professore ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Salerno.

Fulcro centrale del discorso l’invasione russa in Ucraina, la riconquista di gran parte dei territori occupati dai russi da parte dell’esercito ucraino, i referendum farsa di Vladimir Putin per l’annessione del Donbass, l’esplosione del ponte di Crimea, gli attacchi missilistici russi su Kiev e diverse altre città ucraine ai danni di civili: tanti gli avvenimenti degli ultimi mesi. Su tutto, però, campeggia la minaccia dell’utilizzo di armi nucleari da parte di Putin. «Quello che conta è che l’operazione militare speciale, così com’è stata definita, sia stata sconfitta e che Putin debba rilanciarla diversamente,» dichiara Pinto. «La Russia non è stata capace di ottenere i tre risultati strategici che si era proposto – rompere la determinazione ucraina, spaccare l’occidente e interrompere il flusso di materiali.»

Sulle minacce nucleari di Putin il docente si dice tranquillo, e così pure sulla compattezza del governo italiano nel sostegno all’Ucraina: «Io credo che il Parlamento italiano sia stato molto netto dal giorno dell’invasione fino ad oggi. FdI c’era anche nel vecchio Parlamento, ha sostenuto il governo Draghi rispetto all’Ucraina e per ora possiamo valutare gli atti – e gli atti dicono che il Parlamento italiano non ha mai messo in difficoltà il governo per quanto riguarda il quadro del sostegno all’Ucraina, e anche l’opposizione è stata coerente.»