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La Superlega in stand-by: ma perché nasce?

by RCS75 Academy
SuperLega

Con l’avvento del Covid-19, molte società, grandi e piccole, si son ritrovate ad indebitarsi con grandi istituti bancari per coprire il costo degli stipendi e delle spese societarie. Questa la motivazione della Superlega?

La Superlega in stand-by: ma perché nasce?

Il 19 aprile, i 12 club fondatori, Milan, Arsenal, Atlético Madrid, Chelsea, Barcelona, Inter, Juventus, Liverpool , Manchester City, Manchester United, Real Madrid e Tottenham Hotspur hanno annunciato la nascita di questa nuova competizione “d’elitè”. In un clima da riunione straordinaria, i club fondatori hanno scelto di rinviare la nascita del progetto proposto da JP Morgan.

Ma perché è nata l’idea di una competizione nuova?

La risposta alla domanda è molto semplice. La necessità che hanno questi club si riflette in una situazione che con il tempo sta diventando sempre più insostenibile. Gi stipendi. Negli anni, il monte ingaggio delle squadre è lievitato sempre di più. La necessità di aumentare le entrate spinge le società a quotarsi in borsa ed aumentare la fan base e le vendite. Il Barcellona è la squadra di calcio che ha il tetto ingaggi più alto al mondo stimato sui 671 milioni. Il fatturato si aggira intorno ai 715 milioni di euro, un indebitamento netto di 488 milioni ed un monte debiti complessivo superiore al miliardo di euro.

E perché JP Morgan?

L’indebitamento dei club fondatori supera i 6 miliardi. Così JP Morgan, istituto bancario che detiene asset finanziari in gestione per oltre 1500 miliardi di dollari, ha promesso alle società fondatrici, un prestito tra i 2.5 e 3.5 miliardi di euro, con un tasso di interesse fisso intorno al 2%, oltre ai guadagni televisivi della competizione che ammontano a 350 milioni di euro.

Insomma, più che una rivoluzione voluta è una rivoluzione dovuta dalle circostanze, i debiti di queste società per 4 miliardi sono di istituti finanziari, la Uefa con la Champions League negli anni ha cercato invano di aumentare gli emolumenti, ma senza trovare mai un compromesso convincente.

Il “popolo” dei tifosi

Molti tifosi, richiedono a gran voce delle sanzioni a queste società “outsider”, ma ad oggi la Uefa ha rilasciato pochissime dichiarazioni in merito, uno dei motivi è di sicuro il valore che queste stesse società danno con la loro partecipazione ai diritti televisivi della coppa dei campioni, ergo al sistema calcio.

In una flash news, rilasciata ieri dalla testata giornalistica Vozpopuli, il contratto firmato prevede in caso di abbandono della Superlega una sanzione di 300 milioni di euro, ad oggi nessuna fonte ufficiale però conferma la clausola contrattuale inserita dalla JP Morgan.

In conclusione, la Superlega è stata propagandata dai mass media come una setta di pochi eletti, come l’anticalcio, senza conoscere affondo la causa del progetto. Questo è un problema che da anni imperversa nei campionati minori, dove anche se gli stipendi puntano al ribasso, sono decine in Italia le società che con la disperazione dei tifosi, falliscono lasciando giocatori e personale senza stipendi.


Articolo a cura di: Gabriele Imparato Sirica