Home AttualitàSpeciale Socrate al Caffè. Funerali di Papa Francesco: il Conclave e il futuro del Papato. Puntata completa 

Speciale Socrate al Caffè. Funerali di Papa Francesco: il Conclave e il futuro del Papato. Puntata completa 

Un’occasione di riflessione preziosa, in un momento di grande transizione per la Chiesa cattolica. Di e con Giovanna Di Giorgio e con la partecipazione del professor Marcello Ravveduto

Con la celebrazione dei funerali di Papa Francesco, si apre ufficialmente il tempo dell’attesa che condurrà al Conclave. In uno dei luoghi più suggestivi e iconici della cristianità, la Cappella Sistina, i cardinali prescelti si riuniranno in un clima di preghiera e riflessione per eleggere il nuovo Pontefice.

Il Conclave, dal latino cum clave (“con la chiave”), richiama la tradizione antica di chiudere i cardinali a chiave per favorire un’elezione libera da influenze esterne. È un rito solenne che porta con sé secoli di storia, di fede e di attesa, carico di significati profondi – anche politici – non solo per la Chiesa Cattolica.

Ma quale ruolo ha avuto il Papa lungo il corso del Novecento? E come potrebbe evolvere nel nuovo millennio?

Interrogarsi sul futuro del Papato significa guardare anche al suo passato recente, a quel Novecento attraversato da eventi che hanno segnato in profondità il ruolo e la figura del Vescovo di Roma.

Durante gli anni terribili della Seconda guerra mondiale, con il mondo travolto dalla violenza e dalla distruzione, il pontificato di Pio XII si trovò al centro di una difficile opera diplomatica. Eletto nel 1939, alla vigilia del conflitto, Pacelli cercò di mantenere una posizione di prudenza e mediazione, nel tentativo di tutelare la Chiesa e alleviare, per quanto possibile, le sofferenze dei popoli.

Pochi decenni dopo, negli anni Sessanta, fu Giovanni XXIII, il “Papa buono”, a cambiare radicalmente il volto della Chiesa con la convocazione del Concilio Vaticano II. In un’epoca di profonde trasformazioni sociali e culturali, la Chiesa si interrogò su se stessa, rinnovando la liturgia, aprendo al dialogo ecumenico e promuovendo un nuovo rapporto con il mondo moderno. Con il suo stile mite e insieme rivoluzionario, Roncalli segnò una svolta epocale, continuata poi dal suo successore, Paolo VI.

E fu ancora Giovanni XXIII a farsi protagonista morale di uno dei momenti più tesi della Guerra Fredda: la Crisi dei missili di Cuba nel 1962. Con il mondo sull’orlo della catastrofe nucleare, il Papa lanciò un accorato appello alla pace che fu accolto e citato sia dal presidente Kennedy che da Krusciov come invito alla ragionevolezza e alla diplomazia. In quei giorni, la parola della Chiesa seppe inserirsi nel cuore della storia come voce autorevole di equilibrio e speranza.

Come dimenticare, poi, gli Anni di Piombo in Italia e l’omicidio di Aldo Moro, con la rottura di importanti equilibri.

Guardando a queste esperienze, ci si chiede oggi quale dovrà essere il compito del nuovo Pontefice: guida spirituale, certo, ma anche interprete delle sfide contemporanee, dalla pace tra i popoli al dialogo interreligioso.

Di tutto questo ha avuto modo di discutere Giovanna Di Giorgio in una puntata speciale di Socrate al Caffè, in compagnia di Marcello Ravveduto, professore di Storia Contemporanea e Public History presso l’Università degli Studi di Salerno.

La puntata completa è online sul canale YouTube di Radio RCS75. ASCOLTA E GUARDA QUI.